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logo_cai_pic Mi chiamo Angelo Baldelli vivo a La Spezia, lavoro da 10 anni in ambito psichiatrico e sono iscritto al CAI dalla fine del 2006, anche se di fatto ho iniziato a frequentarlo assiduamente nel 2007.

Ho sempre amato la montagna, soprattutto per il senso di benessere e tranquillità (sono in genere una persona ansiosa) che provo ogni volta che mi trovo, da solo o in compagnia, a percorrere i sentieri dei monti. Purtroppo la scarsa esperienza mi ha sempre portato a trovarmi in brutte situazioni. Vi racconto l’ultima: in vetta alla Cima 11 della Val Venosta non sapevo più come tornare indietro perché il sentiero che avevo fatto sarebbe stata una discesa troppo difficile per le mie capacità. Fortunatamente, proprio lì c’era un signore che si offrì di mostrarmi un sentiero alternativo, anche se più lungo. Durante il percorso, tra una battuta scherzosa e un incoraggiamento, si rivelò essere un istruttore del CAI di Perugia, mi diede un sacco di consigli e mi consigliò di iscrivermi al Club, cosa che feci appena tornato a La Spezia.

Era un po’ che frequentavo la sezione quando mi capitò di parlare con il suo presidente, Maurizio Cattani, e con la vice presidente, Laila Ciardelli, di un’idea su cui stavo da tempo riflettendo: quella di ampliare le iniziative per il tempo libero al di fuori del circuito della salute mentale offerte agli utenti psichiatrici con un sufficiente livello di benessere ed autonomia raggiunti, dandogli modo di iniziare un percorso che li portasse all’iscrizione al CAI e alla frequentazione delle attività sociali.

Entrambi si dimostrarono molto sensibili alla tematica e disponibili ad appoggiarmi e ad aiutarmi, anche perché all’interno della sezione spezzina era già stata fatta un’esperienza con un utente psichiatrico andata a buon fine. Passammo gli ultimi mesi del 2007 e i primi mesi del 2008 a studiare stendere e rivedere il progetto, a cercare enti che ce lo patrocinassero, a stabilire i rapporti con l’ASL e con l’Associazione Camminare Insieme (associazione di volontariato che si occupa del tempo libero degli utenti psichiatrici di la spezia, di cui sono il vicepresidente).

Il nostro progetto, redatto in collaborazione dal Club Alpino italiano (sezione della Spezia), dall’Associazione Camminare Insieme e dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL n° 5 Spezzino, ha usufruito nel 2008 del patrocinio e del contributo dell’Ente Parco 5 Terre e dell’Assessorato ai Servizi Sociali della Provincia della Spezia.

Gli obiettivi principali di questa iniziativa sono: la socializzazione; l’inserimento sociale in ambiente diverso da quello dell’ambito psichiatrico; interessare e motivare gli utenti ai temi dell’ambiente, allo stare insieme ed al valore del gruppo sociale; dare un contributo all’abbattimento dello stigma sociale nei confronti delle persone con disagio psichico.

L’obiettivo finale è l’iscrizione di un gruppo di utenti psichiatrici alla sezione spezzina del CAI e la loro partecipazione alle gite ed alle attività sociali della stessa.

L’attività è stata aperta ad un massimo di venti utenti del Servizio di Salute Mentale con disturbi psicotici, disturbi dell’umore o disturbi d’ansia, e con un livello di autonomia compatibile con le attività del CAI, in particolare per quanto riguarda l’adeguatezza nell’abbigliamento e l’autogestione della terapia, auspicando inoltre una sufficiente resistenza fisica di partenza.

Dati i problemi di integrazione sociale dei nostri utenti e le prevedibili prevenzioni sociali che si instaurano e i comportamenti ostracistici che si potrebbero verificare nei confronti dei pazienti psichiatrici, stiamo portando avanti il nostro progetto all’insegna della gradualità, vale a dire del graduale avvicinamento al gruppo di persone appartenente alla sezione spezzina del CAI.

Di fatto stiamo procedendo seguendo tre fasi:

  • l’individuazione di un gruppo di utenti con i prerequisiti per poter partecipare a questa iniziativa da parte degli operatori del Dipartimento di Salute Mentale (Psichiatri, Assistenti Sociali, Infermieri);
  • lo svolgimento di 8 uscite (di cui una con pernotto in rifugio) precedute ognuna da un’incontro di preparazione; la forza di queste uscite stava che il gruppo escursionistico era composto non solo da utenti ma anche da soci del CAI sensibili alla tematica che si son resi disponibili a questa attività; l’attività prevedeva anche un incontro di verifica ma già dalla prima uscita abbiamo visto che era eccessivo impegnare così tanto i partecipanti e abbiamo deciso di fare questo momento al termine dell’uscita, quando l’esperienza è ancora fresca;
  • l’inserimento graduale degli utenti più motivati e più abili nelle attività del CAI con l’iscrizione al Club e partecipazione alle gite ed alle attività sociali.

Nel corso dell’anno il 21% degli utenti inviati hanno partecipato a quasi tutte le attività, il 46% ha partecipato a buona parte e il 33% ha partecipato con una certa incostanza.

Abbiamo valutato i risultati del coinvolgimento degli utenti su tre assi: quello del coinvolgimento/interesse dimostrato, quello della socializzazione e quello della comprensione, dell’acquisizione delle abilità e della esecuzione dei “compiti”.

I risultati sono stati molto soddisfacenti per l’asse socializzazione (quasi l’80% dei partecipanti ha raggiunto un buon livello di socializzazione o al limite ha presentato lievi difficoltà).

Stesso dicasi dell’asse della comprensione, dell’acquisizione delle abilità e della esecuzione dei “compiti”, in cui l’83% dei partecipanti ha dimostrato un buon livello di acquisizione o lievi difficoltà.

L’asse coinvolgimento/interesse dimostrato non ha però dato luogo a valutazioni analoghe: il 33% dei partecipanti ha avuto un buon livello o lievi difficoltà di coinvolgimento, il 29% ha avuto evidenti difficoltà e il 38% difficoltà marcate o gravi.

Questi dati confermano ciò che abbiamo osservato durante l’attività: i partecipanti non hanno in genere avuto particolari difficoltà ad acquisire le informazioni per il miglioramento delle loro performance; il gruppo ha raggiunto un livello di coesione che permetteva di accogliere nuovi ingressi in modo amichevole e cordiale permettendo e facilitando la socializzazione; la cosa gradita dagli stessi utenti è stato il fatto che il gruppo era fatto non solo di utenti psichiatrici ma anche di membri del CAI per un rapporto quasi uno ad uno; infine, avevamo già notato che gli utenti mostravano una certa passività nella partecipazione, tendevano cioè in genere ad aderire alle proposte in modo passivo, senza porsi in modo critico o propositivo.

I risultati delle osservazioni e delle valutazioni ci hanno permesso di impostare l’attività futura:

  • i partecipanti alle attività del 2008 continueranno a frequentare il gruppo (che nel frattempo si è dato il nome “Terra di Mezzo”) per la loro capacità di accogliere i nuovi ingressi, facilitando così l’avvicinamento a questa attività;
  • potranno però partecipare alle gite sociali della sezione spezzina del CAI avendo come accompagnatori e mediatori i membri della neonata commissione “Inserimento Socializzante” che hanno dato disponibilità;
  • a rotazione i partecipanti al gruppo “Terra di Mezzo” collaboreranno nella preparazione delle uscite, allo scopo di essere maggiormente coinvolti;
  • 2 utenti psichiatrici entreranno nella commissione di cui abbiamo appena parlato, in virtù delle competenze e delle abilità dimostrate.

Mi rendo conto però che ciò che ho scritto è un resoconto un po’ arido che non rende conto della forza dell’esperienza che tutti i partecipanti, e dico tutti, anche i membri della commissione, hanno vissuto, me compreso.

Vivere un gruppo così allegro ed affiatato sapendo che la psicosi è la malattia dell’isolamento e dalla fuga dal reale e che la depressione è quella della disperazione, vedere tranquillità in chi soffre di forti disturbi d’ansia… .

Lungo i percorsi del Parco delle 5 Terre non ho visto solo spettacoli meravigliosi; l’emozione che ho provato vedendo le isole di fronte a Portovenere e più sopra il Muzzerone, sul sentiero che scende da Campiglia io l’ho condivisa con gli utenti psichiatrici, perché l’emozione era la stessa, stesso lo stupore per la bellezza dei luoghi, stessa la gioia di avercela fatta insieme.

A parte la soddisfazione per la riuscita di questa esperienza pilota, mi rimane soprattutto questo ricordo: quella volta, seduti ai tavolini di un bar di Portovenere a riposare, nessuno aveva voglia di tornare a casa.

Angelo Baldelli
Coordinatore della commissione
“Inserimento Socializzante”
CAI La Spezia Vicepresidente dell’associazione
Camminare insieme